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Richard Owen Attenti al degrado
Roma è una capitale splendida e sicura. Ma i borseggiatori, i graffiti e i venditori ambulanti spesso danno al turista un'immagine squallida della città, scrive Richard Owen
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Inchieste
Nulla di fatto per il processo Calvi

11 giu 2007 - "A venticinque anni dalla morte del 'banchiere di Dio' Roberto Calvi, il processo contro i suoi presunti killer si è concluso con l'assoluzione per insufficienza di prove di tutti gli imputati, tra cui il cassiere della mafia Pippo Calò e l'imprenditore Flavio Carboni", scrive l'Independent.

"Ma sarebbe un errore dire che siamo tornati al punto di partenza. Da quel 17 giugno 1982, quando Calvi fu trovato impiccato sotto il Blackfriars bridge a Londra, un passo avanti è stato fatto: si può affermare con certezza che è stato un omicidio".

"Non si saprà mai chi ha ucciso Roberto Calvi", commenta El País. 'Difficilmente il ricorso della procura avrà un esito positivo. Ormai sono passati 25 anni e i protagonisti sono quasi tutti morti. L'omicidio è quindi destinato a passare alla storia come uno dei grandi misteri del ventesimo secolo".

Il New York Times dedica un articolo all'apertura del processo a 26 agenti della Cia, all'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e ad altri agenti dei servizi segreti italiani per il rapimento dell'imam egiziano Abu Omar a Milano: "Sicuramente il sequestro è stato orchestrato dalla Cia. Resta da capire se la vicenda sia effettivamente un crimine da perseguire per via giudiziaria. Il processo rischia di avvelenare i rapporti tra Italia e Stati Uniti e di portare alla luce alcuni segreti dell'intelligence italiana".

Le Monde ricorda che Abu Omar non ha potuto partecipare alla prima udienza: "Il consolato italiano del Cairo gli ha negato il visto e i suoi documenti di rifugiato politico in Italia sono scaduti".

Il Clarín si ferma sulla possibile chiusura della vicenda dei titolari italiani di bond argentini danneggiati del crac finanziario del 2002: "Il governo italiano ha deciso di usare i 'fondi dormienti', costituiti dai conti correnti abbandonati in banca, per risarcire i risparmiatori che non hanno aderito al compromesso con il governo argentino".
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